SU DERETU DE SU TRABALLU IN S’UNIVERSIDADE DE CASTEDDU

ARTICULU LAEDU DA “IL  GIORNALE DI SARDEGNA” DE SA DIE 5 DE MAJU 2009

SU DERETU DE SU TRABALLU IN S’UNIVERSIDADE DE CASTEDDU


La Lingua sarda irrompe nell’università di Cagliari. Nei giorni scorsi si sono svolti gli esami del primo corso ufficiale di un insegnamento, Deretu de traballu, (Diritto del lavoro), da parte del professor Gianni Loy nella Facoltà di Scienze politiche. «Altre volte ci sono stati esami che lo studente ha potuto sostenere in limba, -ha detto Loy- ma questo è il primo corso interamente svolto in sardo”. A fianco del Professore che interroga i candidati, -una trentina- compiaciuto, vi è anche Franco Meloni, alto dirigente amministrativo dell’Ateneo e responsabile dello sportello per la lingua sarda dell’università, che ha sostenuto l’iniziativa, perché “est importanti chi si chistionit in limba”. Il professor Loy con il corso e gli esami di Diritto del lavoro interamente in Sardo, risponde a quegli intellettuali e accademici, nemici della lingua sarda che, pervicacemente continuano a sostenere che essa servirebbe solo per parlare e scrivere di “ contos de foghile o peus de burrumballimines” e non invece di questioni che attengono alla cultura alta, moderna, scientifica e tecnologica. “Sarebbe assurdo –ha scritto uno di loro- o, nella migliore delle ipotesi, comico, pensare di usare le parlate locali per la matematica, la fisica e la filosofia”. Al massimo si può insegnare nelle scuole inferiori ma non certo all’Università. Una risposta a questi “ballallois” l’ha data, nella pratica didattica, Loy, utilizzando il sardo come lingua veicolare per trattare temi “alti” e “scientifici” come sono quelli riguardanti il Diritto del lavoro. E a livello teorico ricordo Leibniz – il grande filosofo tedesco- secondo cui non c’è lingua povera che non sia in grado di esprimere tutto. E faccio riferimento a uno dei massimi studiosi del Bilinguismo a base etnica J. A. Fishman che sostiene: “Ogni e qualsiasi lingua è pienamente adeguata a esprimere le attività e gli interessi che i suoi parlanti affrontano. Quando questi cambiano, cambia e cresce anche la lingua. In un periodo relativamente breve, qualsiasi lingua precedentemente usata solo a fini familiari, può essere fornita di ciò che le manca per l’uso nella tecnologia, nella Pubblica Amministrazione, nell’Istruzione”. E il lessico che il Sardo non possiede? Si prende in prestito dalle lingue che lo possiedono: come fa l’Italiano e come fanno tutte le lingue.

Francesco Casula (Storico)



SU DERETU DE SU TRABALLU IN S’UNIVERSIDADE DE CASTEDDUultima modifica: 2009-05-05T11:23:00+00:00da limbasardsindia
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