ULS SINDIA - Ufìtziu Limba Sarda de su Comune de Sindìa (NU)

ARTICULU DE FRANTZISCU CASULA

ARTICULU LEADU DAE “Il Giornale di Sardegna” DE SA DIE 30/06/2009

di Frantziscu Casula- ISTORICU

Nei giorni scorsi Lucia Baire, assessore regionale alla Cultura, ha incontrato una delegazione di 198 lavoratori del servizio Lingua e cultura sarda in attività negli enti locali dell’isola che protestano per i continui tagli ai fondi erogati dallo Stato, ridotti dai 2.367.000 euro del 2006 ai 135.000 di quest’anno. Finora gli stanziamenti erano stati garantiti dalla legge statale 482/99 sulla tutela delle minoranze linguistiche, ma dalle prossime annualità i finanziamenti a disposizione rischiano di continuare a calare. I “tagli” sono iniziati con il Governo Prodi e quello di Berlusconi ha proseguito. Nell’incontro l’assessore Baire si è impegnata a rappresentare in tempi brevissimi i loro problemi al ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, competente sui temi della salvaguardia delle minoranze linguistiche. La situazione è grave: con i finanziamenti previsti per il 2010, dei 198 lavoratori impegnati negli Ufitzi de sa limba ne rimarrebbero 37-40. Si tratta di giovani laureati, con una professionalità, che hanno investito in cultura e conoscenza, che hanno dietro studi, master, corsi di aggiornamento sulla lingua sarda. A parte la perdita del posto di lavoro, verrebbe a mancare nei nostri paesi uno strumento fondamentale di promozione e valorizzazione del sardo. Ricordo, infatti, che la finalità degli Ufitzi è quello di coordinare e portare avanti tutte quelle attività che attengono all’uso scritto e orale del Sardo, (organizzando corsi, offrendo consulenza per le traduzioni, avviando studi e progetti sul sardo in collaborazione con la scuola). La Baire sostiene che la Giunta è molto sensibile ai temi che riguardano la salvaguardia del sardo: il finanziamento degli “Ufitzi” è un banco di prova. E ricordo quanto sostiene Michelangelo Pira nella “Rivolta dell’oggetto”: “Il Vicerè non aveva alcun obbligo di essere bilingue; alla traduzione dei suoi ordini potevano provvedere intellettuali bilingui suoi dipendenti. Il presidente della Regione (per dire le istituzioni e organizzazioni politiche sarde autonomiste) ha l’obbligo di essere compiutamente bilingue: il suo compito non è quello di trasmettere ordini di una sovranità esterna bensì quello di farsi estensione di una sovranità interna partecipando alla costruzione di questa”.

ARTICULU DE FRANTZISCU CASULAultima modifica: 2009-06-30T10:56:55+00:00da
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